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Considerazioni Generali

La Chiesa, fondata dal Signore Gesù, è costituita da un ele­mento umano e da un elemento divino. È organismo visibile e sociale, che lo Spirito vivifica e fa crescere (cfr LG 8).

Essa si serve delle cose temporali nella misura richiesta dalla propria missione (cfr GS 76). Usando le risorse economiche necessarie la Chiesa non può contraddire l’imperativo evangelico della povertà, che vale non soltanto per i singoli fedeli, ma anche per la realtà istituzionale e per le modalità d’azione della Chiesa stessa. La rinuncia a mezzi e risorse imponenti è manifestazione e garanzia di totale fiducia nello Spirito del Risorto ed è segno e condizione di credibilità dell’opera evangelizzatrice. La subor­dinazione costitutiva dell’uso dei beni temporali alle caratteri­stiche e alle esigenze della missione è molto importante.

Rimane però il fatto che la Chiesa, proprio per svolgere la sua missione evangelizzatrice ha bisogno di mezzi e di risorse. Non si potrebbe altrimenti sostenere le molteplici attività pastorali né dare risposta alle crescenti esigenze della carità. Da queste con­statazioni nasce il diritto, che è espressione della libertà religio­sa dovuta ad ogni confessione, di acquistare e di possedere beni adeguati. E contemporaneamente nascono l’esigenza di una costante educazione dei fedeli a “sovvenire alle necessità della Chiesa ” e il dovere di dare testimonianza sempre più trasparen­te nella gestione dei beni economici.

Il Consiglio per gli Affari Economici è l’organismo che nelle comunità parrocchiali è chiamato ad esercitare la partecipazio­ne e la corresponsabilità sia nel reperimento delle risorse neces­sarie, sia nell’amministrazione delle stesse. Il C.P.AS. ha il compito di aiutare le molteplici iniziative di bene a svilupparsi in modo ordinato, coniugando l’audacia della carità con la compe­tenza e la prudenza necessarie, favorendo un autentico spirito di famiglia nella comunità cristiana.

– Art. 1 – 
Natura

Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici della Parrocchia Sant’Alberto magno in San Cataldo (Cl), richiesto dal Codice di Diritto canonico (CIC, cann 537 e 1280) è l’organo di collaborazione dei fedeli con il Parroco nella gestione amministrativa della Parrocchia, nel rispetto delle norme del diritto universale e particolare e del presente Statuto, ed è presieduto dal Parroco (cfr. CIC, cann 225, 228).

– Art. 2 – 
Fini

Il C.P.A.E. ha i seguenti fini:

  • amministrare i beni della Parrocchia e le disponibilità econo­miche assicurate dalle offerte volontarie fatte dai fedeli duran­te lo svolgimento del ministero pastorale e versate doverosamente nella cassa parrocchiale (cfr. canoni 531, 551 e 1267) al fine di provvedere al sostentamento ed alle spese relativi agli Operatori pastorali della Parrocchia, e di assicurare i mezzi economici necessari alla varie attività pastorali programmate dalla Comunità;
  • esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione che di fatto modificano lo stato patrimoniale della Parrocchia e/o ne aggravano le responsabilità economiche, atti da sotto porre poi all’approvazione del Vescovo per la loro validità, e per i quali vanno osservate le disposizioni canoniche (cfr. Canone 1281 e il decreto vescovile 4.4.1987) e civili;
  • predisporre annualmente il bilancio economico preventivo del­la Parrocchia, elencando le voci di entrata e di spese prevedibi­li per i vari bisogni della Parrocchia (attività pastorali, caritative, onesto sostentamento del Clero ecc.) e individuandone i relativi mezzi di copertura economica;
  • vigilare sulla regolare tenuta dei registri contabili, della cassa parrocchiale e approvare alla fine di ciascun esercizio, previo esame dei libri contabili stessi e della relativa documentazione, il rendiconto consuntivo da presentare all’Ufficio Ammi­nistrativo Diocesano, entro il 31 marzo di ogni anno;
  • curare la conservazione e manutenzione degli edifici, attrezza­ture, mobili, arredi e di quanto appartiene alla Parrocchia, usan­do particolare cura e premura per il patrimonio artistico e storico (a tale scopo deve essere redatto e annualmente aggiornato lo stato patrimoniale e l’inventario, comprendente pure tutti i beni mobili della Parrocchia), il deposito di relativi atti e documenti presso la Curia diocesana (cfr. canoni 1283 § 2, 3; 1284 § 2 e 9) e l’ordinata archiviazione delle copie negli uffici parrocchiali;
  • studiare i modi e proporre iniziative per sensibilizzare la Comunità al dovere di contribuire alle varie necessità della Parrocchia, della Chiesa diocesana e della Chiesa universale (cfr. canoni 222, 1260 e 1261).
– Art. 3 – 
Composizione

Il C.P.A.E. è composto dal Parroco, che di diritto ne è il Presi­dente, da quattro o sei membri, desi­gnati dal Parroco stesso dopo aver sentito il Consiglio Pastorale Parrocchiale ed eventuali persone prudenti della Parrocchia (cfr. can. 228).

Tra i membri designati dovrà essere indicata la persona quale incaricato parrocchiale per la promozione del sostegno economi­co alla Chiesa (come voluto dalla C.E.I. nella XLV Assemblea Generale)

Tali Consiglieri designati, di sicura moralità, attivamente inseriti nella vita parrocchiale, capaci di valutare le scelte economiche con spirito ecclesiale, ed esperti, per quanto è possibile, in dirit­to ed in economia, devono essere confermati dal Vescovo dioce­sano con suo decreto, almeno 15 giorni prima del loro insedia­mento.

I membri del C.P.A.E. durano in carica cinque anni ed il loro mandato può essere rinnovato. Per la durata del loro mandato, i Consiglieri non possono essere revocati, se non per gravi e docu­mentati motivi riconosciuti a giudizio insindacabile dell’Ordina­rio Diocesano.

Con la vacanza della Parrocchia il C.P.A.E. rimane in carica fino alla nomina del nuovo Parroco per gli atti di normale amministrazione. I Consiglieri prestano il loro servizio gratuita­mente e con senso di piena responsabilità, agendo solo e sempre nell’esclusivo interesse della Comunità parrocchiale e delle sue finalità pastorali (cfr. canoni 1281 e 1286).

– Art. 4 – 
Incompatibilità

Non possono essere nominati membri del C.P.A.E. i congiunti del Parroco fino al quarto grado di consanguineità o di affinità, e quanti hanno in atto rapporti economici con la Parrocchia (cfr. can. 492 § 3).
È opportuno che non faccia parte del Consiglio chi ricopre cari¬che nelle Istituzioni e nelle Amministrazioni Pubbliche.

– Art. 5 – 
Presidente

Spetta al Presidente:

  1. a) la convocazione e la presidenza del C.P.A.E.;
  2. b) la fissazione dell’ordine del giorno di ciascuna riunione;
  3. c) la presidenza delle singole riunioni;
  4. d) il coordinamento fra il C.P.A.E.ed il Consiglio Pastorale Parrocchiale
  5. e) la designazione del Segretario, fra i membri del C.P.A.E., dopo aver consultato il Con­siglio Pastorale Parrocchiale.
– Art. 6 – 
Poteri del Consiglio

Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici ha funzione consultiva. In esso tuttavia si esprime la col­laborazione responsabile dei fedeli nella gestione amministrativa della Parrocchia in conformità al canone 212, § 3.

Il Parroco ne ricercherà e ne ascolterà attentamente il parere, e se ne varrà abitualmente come valido strumento per l’amministrazione della Parrocchia.

Pertanto nelle riunioni del C.P.A.E. i Consiglieri verranno messi al corrente dell’andamento amministrativo in tutti i suoi aspetti; e dovranno essere tenuti aggiornati sullo stato di conservazione del patrimonio, specialmente immobiliare, della Parrocchia.

Resta ferma, in ogni caso, la legale rappresentanza della Parroc­chia che in tutti i negozi giuridici spetta al Parroco, il quale è amministratore di tutti i beni parrocchiali a norma del can. 532.

– Art. 7 – 
Riunioni del Consiglio

Il C.P.A.E. si riunisce almeno tre volte l’anno, nonché ogni volta che il Parroco lo ritenga opportuno, o che ne sia fatta a quest’ul­timo richiesta da almeno tre membri del Consiglio.

Alle riunioni del C.P.A.E. potranno partecipare, ove necessario, su invito del Presidente, anche altre persone in qualità di esperti.

Ogni consigliere ha facoltà di far mettere a verbale tutte le osser­vazioni che ritiene opportuno fare.

– Art. 8 – 
Vacanza dei seggi del Consiglio

Nei casi di morte, di dimissione (si intende dimissionario anche il consigliere che manchi a tre sedute consecutive senza giustifi­cazione), di revoca o di permanente invalidità di uno o più mem­bri del Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici, il Parro­co provvede entro quindici giorni a designare i sostituti con le modalità di cui all’art. 3.

I Consiglieri così nominati rimangono in carica fino alla scaden­za del mandato del Consiglio stesso e possono essere confermati alla successiva scadenza.

– Art. 9 – 
Esercizio

L’esercizio finanziario della Parrocchia va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Alla fine di ciascun esercizio, e comun­que entro il 31 marzo successivo, il bilancio consuntivo, debitamente approvato dai membri del Consiglio, saranno sottoposti dal Parroco al Vescovo, tramite l’Ufficio Amministrativo Diocesano, per la verifica e l’approvazione del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici (cfr. can. 1287  1).

– Art. 10 – 
Informazioni alla comunità parrocchiale

Il C.P.A.E. presenta annualmente al Consiglio Pastorale Parroc­chiale e alla Comunità parrocchiale il rendiconto sulla utilizza­zione delle rendite dei beni parrocchiali e delle offerte ricevute dai fedeli (cfr. can. 1287 § 2) e propone anche le opportune ini­ziative per l’incremento delle risorse necessarie per la realizza­zione delle attività pastorali e per il sostentamento degli Opera­tori pastorali della parrocchia.

– Art. 11 – 
Validità delle sedute e verbali

Per la validità delle riunioni del Consiglio è necessaria la presen­za della maggioranza assoluta dei Consiglieri. I verbali del Consi­glio, redatti su apposito registro, devono portare la sottoscrizione del Parroco e del Segretario del Consiglio stesso e devono essere approvati nella seduta successiva e conservati nell’Ufficio o Archivio parrocchiale, e sono soggetti alla visita canonica a norma del Codice di Diritto Canonico (cfr. canoni 555 § 4; 1276 e 1287).

– Art. 12 – 
Depositi Vari

I depositi in denaro, i conti correnti bancari e postali, le azioni, i titoli di credito di proprietà della Parrocchia devono essere sem­pre e solamente intestati a: “Parrocchia di sant’Alberto Magno”, rappresentata dal Parroco pro-tempore Sac. Angelo Spilla.

– Art. 13 – 
Rinvio delle norme generali

Per tutto quanto non contemplato nel presente statuto/regola­mento, si applicheranno le norme del Diritto Canonico, del Dirit­to particolare e del Diritto Civile.

Nota

Il C.P.A.E. è stato rinnovato in parrocchia il 10 giugno 2016

I componenti per il periodo 2019-2020 sono i seguenti:

– il parroco, don Angelo Spilla

– il Vicario parrocchiale, Padre Deodatus Kamola

– il Diacono permanente, Giuseppe Imera

– la Sig.ra Anna Bruna

– il Sig. Diego Dell’Uomini

– la Sig.ra Giovanna Marchese

– il Sig. Aldo Diliberto