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La vita del Santo

Sant'Alberto Magno

Alberto Magno, figlio minore del Conte di Bollstädt, (Lauingen, 1206 – Colonia, 15 novembre 1280), fu un religioso dell’Ordine dei Predicatori (domenicani) ed è considerato il più grande filo-sofo e teologo tedesco del medioevo.

A sedici anni viene inviato da uno zio prima all’Università di Bologna e poi in quella di Padova per completare gli studi. Il suo ingegno brillò tra i giovani colleghi, e fu notato dal predicatore domenicano Giordano di Sassonia il quale lo attira alla vita religiosa invitandolo ad entrare nel suo Ordine.

Entrato nell’ordine domenicano, continuò a dedicarsi agli studi di filosofia naturale e di teologia.

Fu nominato maestro a Colonia, Hildesheim, Friburgo, Ratisbona ed infine Parigi dove ebbe tra i suoi allievi San Tommaso d’Acquino con il quale instaurò una profonda amicizia tanto da piangere la prematura scomparsa del caro amico Tommaso che l’aveva preceduto nella casa del Padre, recandogli tanta nostalgia. Nominato nel 1260 da Alessandro IV vescovo di Ratisbona, Alberto si dedica immediatamente al risanamento finanziario della Diocesi, riorganizzando parrocchie e conventi, contribuendo a dare nuovo impulso alle opere di carità. Rimase alla guida della diocesi soltanto due anni, poi, col benestare del Papa, ritornò all’amata occupazione presso lo studio generale di Colonia, nella qualità di insegnante.

E’ patrono dei cultori delle scienze naturali e Dottore della Chiesa. Alberto divenne sapiente in ogni ramo della cultura allora conosciuta tanto da meritare il titolo di “Grande” quando ancora era in vita. Fu un profondo conoscitore delle scienze naturali: fisica, geografia, astronomia, mineralogia, chimica (alchimia), zoologia e fisiologia. Raccolse in una enciclopedia tutta la conoscenza dei suoi tempi. «Con rigore scientifico studiò le opere di Aristotele, convinto che tutto ciò che è realmente razionale è compatibile con la fede rivelata nelle Sacre Scritture.

In altre parole, sant’Alberto Magno, ha così contribuito alla formazione di una filosofia autonoma, distinta dalla teologia e unita con essa solo dall’unità della verità.

Così è nata nel XIII secolo una chiara distinzione tra questi due saperi, filosofia e teologia, che, in dialogo tra di loro, cooperano armoniosamente alla scoperta dell’autentica vocazione dell’uomo, assetato di verità e di beatitudine: ed è soprattutto la teologia, definita da sant’Alberto “scienza affettiva”, quella che indica all’uomo la sua chiamata alla gioia eterna, una gioia che sgorga dalla piena adesione alla verità… autentico figlio di San Domenico, predicava volentieri al popolo di Dio, che rimaneva conquistato dalla sua parola e dall’esempio della sua vita» (Benedetto XVI). Al Concilio di Lione portò il contributo della sua sapienza per l’unione della Chiesa Greca con quella Latina.

Nella vecchiaia la sua memoria cominciò ad affievolirsi con sua grande tristezza. Si racconta che ad un signore che era andato alla porta del convento chiedendo se abitava lì il Maestro Alberto, lui rispose: “No, non abita più qui. Una volta era qui, ma non ricordo quando”. Era solo umiltà o altro? Egli visse a lungo e la sua mente, spossata dalle continue meditazioni, si affievolì nella vecchiaia. La sua giornata terrena si concludeva nel 1280 dopo aver passato gli ultimi anni nella malattia, nella preghiera silenziosa e costante e nel continuo ricordo di Tommaso. La sua salma è seppellita nella chiesa di S. Andrea a Colonia.
Venerato da antico tempo, venne beatificato da Papa Gregorio XV nel 1622, dichiarato santo e Dottore della Chiesa da Pio XI nel 1931. Nel 1941 Pio XII lo elesse, infine, a protettore degli studi di scienza naturale, proprio per il suo multiforme genio.

La liturgia festeggia Sant’Alberto Magno il 15 novembre.

La vita del Santo

Alberto, lo scienziato di Dio

Egli visse a lungo e la sua mente, spossata dalle continue meditazioni, si affievolì nella vecchiaia. Si racconta che ad un signore che era andato alla porta del convento chiedendo se abitava lì il Maestro Alberto, lui rispose: “No, non abita più qui. Una volta era qui, ma non ricordo quando”. Era solo umiltà o altro?
La sua giornata terrena si concludeva nel 1280 dopo aver passato gli ultimi anni nella malattia, nella preghiera silenziosa e costante e nel continuo ricordo di Tommaso.
Venerato da antico tempo come beato fu dichiarato santo e Dottore della Chiesa da Pio XI nel 1931. Nel 1941 Pio XII lo elesse a protettore degli studi di scienza naturale, proprio per il suo multiforme genio.

La sua grandezza è testimoniata, infine, da un’ardente devozione alla Vergine Santa. Mi piace concludere con alcune parole che lo stesso Alberto scrisse riferendole alla Beata Vergine Maria: “Sii Benedetta, Umanità del mio Salvatore, che nel seno di una Madre Vergine ti sei unita alla divinità! Sii Benedetta sublime ed eterna divinità, che hai voluto discendere sino a noi sotto il velo della nostra carne. Sii Benedetta per sempre tu che sei stata unita ad una carne verginale per virtù dello Spirito Santo! Saluto te, Maria, perché in te la divinità, nella sua pienezza, ha posto la sua dimora!”.

Il mese di novembre si apre con la Solennità di tutti i Santi e ci proietta alla chiamata universale alla santità. E alla schiera dei Santi appartiene anche il nostro patrono S. Alberto Magno.
Alberto di nobile famiglia, nasce in Baviera negli ultimi anni del XII secolo. A sedici anni viene inviato da uno zio prima all’Università di Bologna e poi in quella di Padova per completare gli studi.

Il suo ingegno brillò tra i giovani colleghi, e fu notato dal predicatore domenicano Giordano di Sassonia il quale lo attira alla vita religiosa invitandolo ad entrare nel suo Ordine. Entrato nell’ordine domenicano, continuò a dedicarsi agli studi di filosofia naturale e di teologia. Fu nominato maestro a Colonia, Hildesheim, Friburgo, Ratisbona ed infine Parigi dove ebbe tra i suoi allievi San Tommaso d’Acquino con il quale instaurò una profonda amicizia tanto da piangere la prematura scomparsa del caro amico Tommaso che l’aveva preceduto nella casa del Padre, recandogli tanta nostalgia. Nominato nel 1260 da Alessandro IV vescovo di Ratisbona, Alberto si dedica immediatamente al risanamento finanziario della Diocesi, riorganizzando parrocchie e conventi, contribuendo a dare nuovo impulso alle opere di carità. Rimase alla guida della diocesi soltanto due anni, poi, col benestare del Papa, ritornò all’amata occupazione presso lo studio generale di Colonia, nella qualità di insegnante.

Possa Alberto Magno guidare la nostra comunità parrocchiale a lui dedicata nelle fatiche e nelle gioie di ogni giorno. Possiamo sperimentare nel giorno della sua festa patronale, il prossimo 15 novembre, la gioia di essere comunità cristiana che proprio in questo anno vive con particolare grazia il quarantesimo della sua fondazione.

Il suo ingegno brillò tra i giovani colleghi, e fu notato dal predicatore domenicano Giordano di Sassonia il quale lo attira alla vita religiosa invitandolo ad entrare nel suo Ordine. Entrato nell’ordine domenicano, continuò a dedicarsi agli studi di filosofia naturale e di teologia. Fu nominato maestro a Colonia, Hildesheim, Friburgo, Ratisbona ed infine Parigi dove ebbe tra i suoi allievi San Tommaso d’Acquino con il quale instaurò una profonda amicizia tanto da piangere la prematura scomparsa del caro amico Tommaso che l’aveva preceduto nella casa del Padre, recandogli tanta nostalgia. Nominato nel 1260 da Alessandro IV vescovo di Ratisbona, Alberto si dedica immediatamente al risanamento finanziario della Diocesi, riorganizzando parrocchie e conventi, contribuendo a dare nuovo impulso alle opere di carità. Rimase alla guida della diocesi soltanto due anni, poi, col benestare del Papa, ritornò all’amata occupazione presso lo studio generale di Colonia, nella qualità di insegnante.

Egli visse a lungo e la sua mente, spossata dalle continue meditazioni, si affievolì nella vecchiaia. Si racconta che ad un signore che era andato alla porta del convento chiedendo se abitava lì il Maestro Alberto, lui rispose: “No, non abita più qui. Una volta era qui, ma non ricordo quando”. Era solo umiltà o altro?
La sua giornata terrena si concludeva nel 1280 dopo aver passato gli ultimi anni nella malattia, nella preghiera silenziosa e costante e nel continuo ricordo di Tommaso.
Venerato da antico tempo come beato fu dichiarato santo e Dottore della Chiesa da Pio XI nel 1931. Nel 1941 Pio XII lo elesse a protettore degli studi di scienza naturale, proprio per il suo multiforme genio.

15 Novembre:  Festa di Sant’Alberto Magno

Alberto Magno, Santo tra i sapienti, apostolo tra le genti

Il 16 dicembre 1931, Sua Santità Papa Pio XI canonizzava il Vescovo Alberto con Lettera Decretale “In Thesauris Sapientias” dichiarandolo al contempo Dottore della Chiesa Universale.

Il suo culto era però cominciato poco dopo la sua morte. Difatti, sopra una vetrata della Chiesa dei Domenicani a Colonia, sin dal 1330, si potevano leggere queste parole: “Questo santuario fu costruito dal Vescovo Alberto, fiore dei filosofi e dei saggi, esempio di costumi, illustre demolitore delle eresie, flagello dei perversi. Signore accettalo tra i tuoi Santi”. Inoltre la sua incorruttibilità nella carne e l’atteggiamento di un uomo che pregava, dopo che venne aperto il suo sepolcro, permisero alla Santa Sede di approvare il suo ufficio in quanto “il Signore aveva fornito la prova della sua Gloria e della sua Santità con numerosi miracoli”.

Alberto, colui che i secoli salutarono con il nome di “Magno”, riuscì a riunire in sé scienza e santità; come Salomone, egli implorò il dono della Sapienza, che unisce in modo intimo l’uomo a Dio e insieme ad una vita intellettuale intensa unì una vita interiore profonda. Grande fu la sua Sapienza.

A questa si aggiunse anche la volontà di divenire un Santo religioso, premettendo allo studio la preghiera. Lo studio, santificato dalla preghiera, gli permise di dare risposte, con estrema facilità, alle più insidiose questioni di natura filosofica, teologica, delle scienze naturali o di quelle astratte come la matematica, la metafisica; e di poter bere dalle sorgenti della Legge Divina santificando il suo spirito umile ma al contempo ricolmo della grazia di Dio. Il suo impegno quotidiano nella vita intellettuale mirava ad una costante: offrire al Creatore tutto quanto di vero e di bello avrebbe scoperto nella scienza pagana.
Oltre che contemplativo e intellettuale, Alberto fu anche apostolo tra le genti: provinciale domenicano in Germania, vescovo di Ratisbona, predicatore della Crociata, infaticabile nello sradicare i vizi, seppe donare al suo popolo un esempio di zelo e di magnanimità spirituale che, con l’aiuto di Dio, riuscì a tendere alle cose grandi che Dio gli chiese di addentrarvi.
Non desta meraviglia quindi che gli antichi abbiano detto di Alberto Magno “la Meraviglia del Secolo” o che lo abbiano salutato come “Dottore Universale della Chiesa” o che lo abbiano ammirato come “Sapiente, diplomatico, principe della Chiesa, ma soprattutto come Santo!”.

Il Santo

La pietà popolare

Celebrare la ricorrenza del Santo protettore è vivere la festa della comunità parrocchiale. «È senza dubbio un’espressione eminente del culto che la comunità ecclesiale gli rende e la determinazione del “giorno della festa” è un fatto cultuale rilevante, talvolta complesso, perché ad essa concorrono fattori storici, liturgici e culturali di non facile armonizzazione» (Cfr. Direttorio su pietà popolare e liturgia, Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti, 2003, n. 227). Se alla volontà di celebrare e onorare il Santo protettore, Alberto Magno, sussistono scelte culturali, storiche, certo, di non facile armonizzazione, è anche vero che si intravedono scelte teologico-pastorali: è bene che l’intera comunità locale guardi, anzitutto, al santo come colui che, avendo compreso pienamente la volontà del Padre e partecipando attivamente alla storia della salvezza, divenga via privilegiata attraverso la quale la comunità rende onore a Cristo in uno dei suoi membri.

È ben nota la scelta culturale che mosse don Cataldo Riggi, nel lontano 1969, a voler intitolare la chiesa al santo tedesco: la grande amicizia e la forte stima che don Cataldo mostrava nei confronti di Mons. Alberto Vassallo (28/12/1865 – 07/09/1959), Nunzio Apostolico in diversi paesi dell’America latina e in Germania, venne, poi, riflessa nella scelta di onorare il suo amico con la titolazione della chiesa a Sant’Alberto Magno.

Ed è, altrettanto, noto, per l’intera comunità parrocchiale, lo stretto legame che unisce la festa del Santo protettore con la celebrazione del mistero di Cristo.
Voler onorare, annualmente, la figura di Alberto Magno significa lasciare che la comunità accolga con amore e devozione il disegno salvifico di Dio, uno sconfinato amore che proclama le meraviglie di Cristo nei suoi Santi, e nella nostra particolare comunità, in Sant’Alberto Magno.

Non è la prima volta che si festeggia Sant’Alberto Magno, è la prima volta, invece, che dal 2011 si conduce il simulacro del santo per le vie della parrocchia.

Ne è stato promotore il parroco, don Angelo Spilla, che ha costituito un Comitato spontaneo per i festeggiamenti del Santo protettore Alberto Magno, dopo aver ottenuto il nullosta vescovile ad esperimentum per tre anni.

Nella processione, espressione cultuale di carattere universale e di molteplice valenza religiosa e sociale, il rapporto tra Liturgia e pietà popolare acquista particolare rilievo.

Essa è un segno della condizione della Chiesa, popolo di Dio in cammino che, con Cristo e dietro a Cristo, è consapevole di non avere una dimora stabile, va per le vie della città, e con Alberto Magno si stringe lungo le vie della parrocchia; la processione è fatta anche di soste, di tempi di marcia, di ceri accesi, di canti intonati e di salmi o preghiere recitate… è la vita stessa della parrocchia, in continuo movimento, tra staticità e dinamicità.

Carlo Rosario Medico

Galleria fotografica Festeggiamenti di Sant'Alberto Magno

Links dei video sulla figura del
Santo Patrono

Il Comitato spontaneo per i festeggiamenti del Santo protettore Alberto Magno

Componenti del Comitato per i festeggiamenti

1. Medico Gaetano – 

2. Vicari Tiziano – 

3. Diliberto Enzo – 

4. Paruzzo Salvatore – 

5. Giunta Giuseppe – 

6. Cammarata Angelo – 

7. Emma Michele – 

8. Medico Carlo Rosario – 

9. Lipani Vincenzo – 

10. Di Vita Lirio – 

11. Nicosia Marcello – 

12. Guadagnino Santo – 

13. Cimino Valerio – 

14. Fiore Augusto – 

15. Falzone Antonio – 

16. Manduca Giovanni – 

17. Dell’Aiera Raimondo – 

18. D’Antoni Sebastiano – 

19. Piampiano Angelo – 

20. Guarneri Roberto – 

 

21. Spiaggia Giancarlo – 

22. Vetri Franco – 

23. Diliberto Cataldo – 

24. Andaloro Ennio – 

25. Andaloro Salvatore – 

26. Sollami Carmelo – 

27. Lo Valvo Francesco – 

28. Mattina Antonio – 

29. Bruna Manlio – 

30. Peregrino Aurelio – 

31. Falzone Michele – 

32. Scalzo Claudio – 

33. Polito Antonio – 

34. Amoribello Alberto – 

35. Alessi Josè – 

36. Giancarlo Riggi – 

37. Falzone Ivan – 

38. Torregrossa Giuseppe – 

39. D’Agliano Antonio – 

40. Capizzi Andrea – 

41. Macaluso Giuseppe – 

42. Guarneri Jonny – 

43. Schifano Luigi – 

44. La Magna Francesco – 

45. Picone Salvatore – 

46. Mosca Stefano – 

47. Mosca Luigi – 

48. Lo Piano Angelo – 

49. Spinello Giuseppe – 

50. Sorce Rosario – 

51. Schifano Giovanni – 

52. Dell’Uomini Diego – 

53. Graci Leonardo – 

54. La Vecchia Luigi – 

55. La Vecchia Rosario – 

56. Josè Viviano – 

57. Pioggia Rugero – 

58. Spinello Salvatore – 

59. Palumbo Stefano – 

60. Amico Ganluca – 

61. Petrantoni Salvatore –