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La Lectio Divina nella vita cristiana

Ti suggerisco una via pratica e semplice di vita cristiana , fondata sulla Parola di Dio: il cammino della Lectio divina. Questa pratica non è un fatto di élite, ma qualcosa che interessa ogni cristiano e tutta la Chiesa, perché la Parola di Dio è per tutti. E’ il momento del confronto personale tra te e Dio. E’ il vivere la tua vita come prolungamento della Parola ascoltata, interiorizzata e pregata, facendo continuo riferimento nelle azioni della giornata alla presenza di Dio. Questa quotidiana e familiare “lettura delle sacre Scritture” è stata vivamente raccomandata dalla Tradizione della Chiesa e più vicino a noi dal Concilio Vaticano II (Cfr.DV,25). Il Concilio parla non solo di lettura della Parola di Dio ma anche del legame con la preghiera, perché si possa avviare il colloquio con Dio. In concreto la Lectio Divina consiste nella lettura di un testo biblico alla luce dello Spirito Santo, in modo che la Parola letta, meditata e accolta in noi, diventi preghiera e trasformi la vita. La Bibbia rimane l’unica fonte della lectio divina. Ecco, in breve, le tappe di questo cammino che, praticando con fedeltà, porta frutti straordinari di rinnovamento spirituale.

1. Invocazione dello Spirito Santo

Prima di leggere il testo sacro si invoca lo Spirito Santo perché ci illumini e, scendendo su di noi, ci faccia comprendere la sua parola nella fede. Ogni volta che iniziamo a leggere la Bibbia a livello personale o comunitario, invochiamo lo Spirito, perché la Lectio Divina non è pura esegesi (anche se si serve dell’esegesi), ma è essenzialmente una grazia dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è il vero maestro, il vero esegeta delle scritture.

2. Lectio: lettura della Parola di Dio

Si legge con calma ed attenzione il Libro sacro o la pagina della Scrittura cercando di far calare nel cuore quanto lo Spirito ci dice nel testo biblico che si sta per leggere.

La lettura della Parola si fa nella consapevolezza di ascoltare Qualcuno: la persona viva che ti parla è Gesù stesso; leggere e rileggere più volte il brano; mettere in risalto le parti più importanti del brano: l’ambiente e il contesto storico, i personaggi, i sentimenti, le immagini, il dinamismo delle azioni, i verbi, i passi paralleli e i testi affini. Anche il commento esegetico-spirituale delle letture bibliche è di guida nell’assimilazione del testo sacro. In questa fase si predilige il senso letterale-storico con l’impegno di metterci in ascolto del Signore: quando leggiamo i testi sacri è Lui che ci parla. Occorre quindi dare spazio al silenzio iniziale. E’ nel silenzio che cominciamo a coniugare la Parola con l’ascolto.

3. Meditatio: Meditazione della Parola di Dio

Meditare è riflettere sui valori permanenti del testo biblico; è cercare il sapore della Parola, non la scienza; è “ruminare” la Parola cercando di calarla dentro di noi in un impegno che è interiorità e concentrazione; è chiudere gli occhi davanti al Signore e confrontare il testo con la nostra vita, evidenziando gli atteggiamenti e i sentimenti che la Parola di Dio ci trasmette. Qui ci si pongono delle domande. Non cosa dice la Parola, ma cosa mi dice?Qual’è l’idea e il valore fondamentale del brano? Perché è importante per me? Che cosa mi suggerisce e come mi interpella? Quali atteggiamenti e sentimenti mi trasmette? Significa allora far penetrare questa Parola nel nostro cuore e poi mobilitare tutte le nostre energie per confrontarci e “andare dentro” la Parola e “convertirsi” ad essa. E’ dunque un confronto personale con la vita. E ciò non avviene solamente durante la meditazione ma anche durante gli altri momenti della giornata, facendo risuonare dentro di noi quella Parola meditata e interiorizzata, spezzandola cioè nella quotidianità delle nostre azioni.

4. Oratio: Pregare con la Parola di Dio

Quando la meditazione sulla Parola di Dio è ben fatta sfocia necessariamente nella preghiera. Pregare è rispondere a Dio dopo averlo ascoltato; è dire di sì alla sua volontà e al suo progetto su di noi. Con la meditazione si scopre ciò che Dio ci dice nel segreto della coscienza. Ora con la preghiera spetta a noi rispondere alla sua Parola con la preghiera. Con la preghiera ci coinvolgiamo nei sentimenti religiosi che il testo ci suggerisce e ci suscita interiormente. Ci domandiamo qui: con questa Parola ascoltata e meditata, come prego? La Parola di Dio, fatta preghiera, diventa in noi motivo di lode, di ringraziamento, di supplica, di fiducia, di pentimento, di benedizione. La preghiera è far tornare a Dio la Parola che egli ci ha donato. Trasformare la Parola in preghiera significa specchiarci attraverso la Scrittura nella nostra realtà quotidiana, fatte di gioie e di amarezze, di conquiste e di sconfitte e confrontarle con la volontà di Dio. E’ chiedere con fiducia filiale e perseverante la forza di Dio per portare avanti doveri e situazioni, come Dio vuole, e desiderare realmente ciò che chiediamo.

5. Contemplatio:contemplare la Parola di Dio

La contemplazione non è una tecnica o qualcosa di aggiuntivo, che viene dall’esterno, bensì un dono dello Spirito che scaturisce dall’esperienza stessa della lectio ben fatta: è il momento passivo dell’intimità, in cui l’azione spetta a Dio; è conoscere Dio con l’esperienza del cuore, come è stato per i Padri e i Maestri di vita spirituale. Sarà il Signore ad introdurci a contemplare il suo mistero, quello del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Contemplare la Parola è dimenticare i particolari e giungere all’essenziale. Sentiremo il bisogno di guardare solo Gesù di riposare il Lui, di aprirci al suo amore per noi, di accogliere il Regno di Dio dentro di noi con la sicurezza di essere in comunione di vita con il Signore. La contemplazione è guardare con occhio di ammirazione, nel silenzio, il mistero di Dio-Padre, quello di Gesù-Amico e dello Spirito-Amore. E’ lasciare agire dentro di noi lo Spirito di Dio, consapevole che tutto è grazia e gratuità. E’ anche l’atteggiamento di chi si immerge negli avvenimenti per scoprire e gustare in essi la presenza attiva e creativa della Parola di Dio. E inoltre è l’atteggiamento di chi s’impegna nel processo di trasformazione che la Parola sta provocando all’interno della storia umana. La contemplazione realizza e mette in pratica la Parola producendone una saporosa esperienza, che anticipa quella gioia che “ Dio prepara a coloro che lo amano”(1Cor 2,9).

6. Actio: Agire e conservare la Parola nella vita

Il cammino della Lectio non si può dire concluso se non si arriva a fare della Parola una scuola di vita. La Parola deve diventare forma nella nostra esistenza, come lo fu per Gesù. Essa va vissuta nella quotidianità della nostra vita, perché il vangelo va predicato così, va gridato con una vita coerente.

E’ la fase conclusiva della lectio dove ognuno di noi, in base alla Parola ascoltata, meditata e contemplata, fa il proposito di come metterla in pratica.