Le opere di Alberto Magno: che cosa scrisse il Doctor universalis

Le opere di Alberto Magno occupano 21 volumi nell'edizione Jammy (Lione, 1651) e 38 nell'edizione Borgnet (Parigi, 1890-1899), secondo Treccani. Comprendono commenti ad Aristotele, trattati di scienze naturali come il De animalibus e opere teologiche come il Commento alle Sentenze. Dal 1951 l'Istituto Alberto Magno di Colonia ne cura l'edizione critica.

Codice quattrocentesco del De animalibus di Alberto Magno alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze (Fiesolano 67)
De animalibus, codice Fiesolano 67 (1450-1500 ca.), Biblioteca Medicea Laurenziana · Immagine: Sailko, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons (ritagliata e ridimensionata)

Redazione di Sant'Alberto Magno · Vita, opere e preghierePubblicato il

Quante opere scrisse Alberto Magno?

Le opere che scrisse Alberto Magno riempiono 21 volumi nell’edizione Jammy, stampata a Lione nel 1651, e 38 volumi nell’edizione Borgnet, stampata a Parigi tra il 1890 e il 1899, secondo l’Enciclopedia Treccani. Treccani giudica «imperfette» entrambe le edizioni. Alcune opere sono ancora inedite, come il commento allo pseudo-Dionigi, e l’autenticità di alcuni scritti attribuiti ad Alberto è discussa.

Quali sono le opere principali di Alberto Magno?

Le opere principali di Alberto Magno coprono, secondo Treccani, la filosofia razionale o logica, la filosofia reale (fisica, matematica e metafisica), la filosofia morale e la teologia. Le sette opere più citate dalle fonti sono elencate qui sotto.

  • Il Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo, che Tommaso d’Aquino, secondo Francesco Pelster, ha «quasi continuamente davanti gli occhi» nel proprio commento.
  • La Summa de creaturis, scritta nel primo periodo, prima del 1250.
  • La grande parafrasi di Aristotele, con cui Alberto volle «rendere intelligibile ai latini» la filosofia peripatetica.
  • I trattati di scienze naturali De animalibus, De vegetabilibus e De mineralibus.
  • Il De causis et processu universitatis, un’opera di impronta neoplatonica.
  • La Summa theologiae, dell’ultimo periodo, che secondo Pelster contiene molti elementi più antichi.
  • I commenti ai Vangeli, a Boezio, all’Isagoge di Porfirio e agli scritti dello pseudo-Dionigi Areopagita, oltre a numerosi sermoni.

Come si dividono le opere di Alberto Magno per periodo?

Le opere di Alberto Magno si dividono in tre periodi nella ricostruzione di Francesco Pelster per l’Enciclopedia Italiana del 1938.

PeriodoFino alOpere principali
Primo1250Summa de bono, De incarnatione, De resurrectione, De sacramentis, Summa de creaturis, Commento alle Sentenze
Secondo1270 o 1272Parafrasi di Aristotele, commenti all’Etica e allo pseudo-Dionigi, commenti ai Vangeli
Terzo1278Summa theologiae, De sacrificio missae, De eucharistia

Qual è l’edizione critica delle opere di Alberto Magno?

L’edizione critica delle opere di Alberto Magno è quella avviata nel 1951 dall’Istituto Alberto Magno di Colonia, secondo Treccani. Nel 1938 Pelster ne dava notizia come di un’edizione «in preparazione» presso l’Albertus Magnus Akademie di Colonia, sotto la direzione di Bernhard Geyer. L’Accademia era stata fondata a Colonia nel 1922 dal cardinale Schulte come istituto cattolico di filosofia (Treccani).

Dove si leggono le opere scientifiche di Alberto?

Le opere scientifiche di Alberto sono i trattati sugli animali, sulle piante e sui minerali, e la pagina sulla scienza di Alberto Magno spiega il metodo con cui li scrisse. Benedetto XVI ricorda che i suoi interessi enciclopedici lo portarono a occuparsi di «ogni altra disciplina allora conosciuta».

Fonti