Alberto Magno e la scienza: il metodo, le scienze studiate e la fede
Alberto Magno studiò fisica, chimica, astronomia, mineralogia, botanica e zoologia, con un metodo fatto di osservazione, descrizione e classificazione dei fenomeni. Pio XII lo proclamò nel 1941 patrono dei cultori delle scienze naturali, e Benedetto XVI lo ha indicato come esempio dell'amicizia tra scienza e fede.

Redazione di Sant'Alberto Magno · Vita, opere e preghierePubblicato il
Perché Alberto Magno è patrono degli scienziati?
Alberto Magno è patrono degli scienziati perché Pio XII, il 16 dicembre 1941, lo proclamò patrono dei cultori delle scienze naturali, secondo l’Enciclopedia Treccani. Benedetto XVI spiega la scelta con i suoi «interessi enciclopedici», che lo portarono a occuparsi di ogni disciplina conosciuta nel suo tempo, oltre alla filosofia e alla teologia.
Quali scienze studiò Alberto Magno?
Le scienze che studiò Alberto Magno vanno, nelle parole di Benedetto XVI, «dalla fisica alla chimica, dall’astronomia alla mineralogia, dalla botanica alla zoologia». I suoi trattati principali di scienze naturali sono il De animalibus, il De vegetabilibus e il De mineralibus, secondo Treccani. Francesco Pelster riferisce che Alberto, forse già studente a Padova nel 1222, fece delle osservazioni sul terremoto che distrusse Brescia.
Quale metodo usava Alberto Magno?
Il metodo che usava Alberto Magno consisteva «nell’osservazione, nella descrizione e nella classificazione dei fenomeni studiati», secondo Benedetto XVI. Non era il metodo scientifico dei secoli successivi, precisa Benedetto XVI, ma «ha aperto la porta per i lavori futuri». Treccani sottolinea «l’attenzione posta all’osservazione del particolare» e la convinzione di Alberto che nella spiegazione fisica della natura non si possano far intervenire principi miracolosi.
Come conciliava fede e scienza Alberto Magno?
Alberto Magno conciliava fede e scienza con la convinzione che «tutto ciò che è realmente razionale è compatibile con la fede rivelata nelle Sacre Scritture», come riassume Benedetto XVI. Studiando Aristotele, Alberto contribuì a distinguere la filosofia dalla teologia, due saperi uniti «solo dall’unità della verità». Per Benedetto XVI, Sant’Alberto Magno «ci ricorda che tra scienza e fede c’è amicizia».
Alberto Magno si occupò di alchimia?
Sì, Alberto Magno si occupò di alchimia nei commenti alle opere naturali di Aristotele, dove la considera a seconda del contesto un’arte o una scienza, secondo uno studio pubblicato dalla rivista Science in Context. Lo stesso studio precisa che i testi alchemici del Trecento e del Quattrocento che circolano con il suo nome non furono scritti da lui. Treccani ricorda, più in generale, che l’autenticità di alcuni scritti attribuiti ad Alberto è discussa. Il suo interesse per la trasformazione dei minerali resta quello dello studioso della natura, lo stesso del De mineralibus.
Dove si leggono i trattati scientifici di Alberto Magno?
I trattati scientifici di Alberto Magno fanno parte delle sue opere complete, che la pagina sulle opere di Alberto Magno descrive periodo per periodo.
Fonti
- Benedetto XVI, Udienza generale del 24 marzo 2010: Sant'Alberto Magno
- Enciclopedia Treccani online, «Albèrto Magno, santo»
- Francesco Pelster, «ALBERTO Magno, santo», Enciclopedia Italiana, I Appendice (1938)
- «Albertus Magnus on Alchemy: Between Ars and Scientia», Science in Context (Cambridge University Press)